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Formati o Sformati ?


Test semi-serio di autovalutazione


  1. Si presenta in parrocchia un ragazzo di 22 anni che chiede la cresima.
    Chi si occupa della sua formazione?

    1. Il parroco
    2. Gli si chiede di partecipare al gruppo giovani di AC
    3. Si crea un gruppo di cresimandi adulti


  2. Quando ti dicono la parola Formazione la prima cosa che ti viene in mente è:

    1. Il 4-4-2
    2. Le frecce tricolori
    3. La riunione in parrocchia


  3. Il problema più grosso della partecipazione degli adulti ad un gruppo in parrocchia è:

    1. Ritengono poco interessanti le cose di cui si parla
    2. Non hanno tempo
    3. Non vengono a meno che non sia per fare qualcosa di pratico


  4. Questa settimana hai due riunioni in parrocchia, una martedì di programmazione delle attività del gruppo ACR di cui sei educatore e una del gruppo giovani mercoledì sera. Venerdì mattina hai un esame all'università.

    1. Vado a entrambe le riunioni, cerco di studiare di più al pomeriggio
    2. Vado solo alla riunione ACR di cui non posso fare a meno
    3. Vado solo alla riunione di mercoledì, almeno una sera riesco ad uscire con la mia fidanzata/fidanzato


  5. A quante riunioni in parrocchia partecipi ogni settimana:

    1. 1-2
    2. 3-4
    3. 5-6


Il rapporto tra animazione e formazione per la testimonianza laicale

Da dove nasce il percorso:

  • Riscoprire o ripartire da quelli che sono i fondamenti dell'AC e che costituiscono il contributo specifico per le chiese della nostra regione conciliare.

  • Un progetto formativo: non basta averlo riconsegnato, va assimilato e "digerito" perché rappresenta la nostra carta di impegno per il servizio che l'AC fa alla chiesa Italiana.

  • Una richiesta implicita del nostro tempo. Le nostre chiese locali vivono alcune difficoltà, ed è un nostro compito come laici credenti interrogarci, analizzare e mettersi al servizio.

Quale rapporto tra animazione e formazione ?

Proviamo a guardarci intorno nelle nostre parrocchie....
  • Interpretazione riduttiva che si riduce alla sola animazione, o al solo “dare animo” alla comunità, alla parrocchia, ai gruppi di ragazzi, etc...
  • Una formazione specifica, molto settorializzata anche in ambito ecclesiale
  • Una formazione spesso spontaneistica e improvvisata
  • Una formazione spesso appiattita e scialba
  • Una formazione "utilitaristica"
Il ruolo dell'AC è specificamente formativo:

STATUTO AC


art 2: L'impegno dell'ACI, essenzialmente religioso apostolico, comprende la evangelizzazione, la santificazione degli uomini, la formazione cristiana delle loro conoscenze in modo che riescano ad impregnare dello spirito evangelico le varie comunità e i vari ambienti.


PROGETTO FORMATIVO (Introduzione)
La formazione cuore della vita associativa

È evidente il valore del compito formativo nell’intero progetto associativo: l’educazione è la scelta che sta all’origine di tutte le altre e di esse costituisce il cuore. Esiste uno stretto rapporto tra ciò che l’Azione Cattolica è e il tipo di formazione che propone.


PROGETTO FORMATIVO (Capitolo 2)
Formazione per diventare se stessi

Il termine formazione sembra potersi riferire ad un’azione che dà forma. La formazione è un esperienza attraverso la quale una persona prende fisionomia: diviene se stessa, assume la sua originale identità che si esprime nelle scelte, negli atteggiamenti, nei comportamenti, nello stile di vita. La nostra fisionomia più profonda e più vera è il volto di Cristo: ogni persona è creata a immagine e somiglianza di Dio e porta in se l’immagine del Figlio. Formazione è dare alla vita la forma del volto di Gesù, modello e vocazione di ogni persona.


PROGETTO FORMATIVO (Capitolo 4)
Formare coscienze laicali per l’oggi

Gli obiettivi attraverso i quali formare conoscenze laicali di AC per questo tempo sono:

l’interiorità: apprezzare le dimensioni interiori della vita dà pienezza all’ esistenza. (silenzio, pensosità, ascolto, preghiera, discernimento)

la fraternità: attivare percorsi che diano risalto e attuazione al nostro essere tutti figli dello stesso Padre (costruire la pace, forti e miti, solidali, fratelli dei poveri)

la responsabilità: responsabili del proprio corpo, capaci di coltivare le virtù umane, responsabili del creato, impegnati per la città degli uomini

l’ecclesialità: vivere il mistero della Chiesa, in comunione, da laici, intorno all’Eucarestia



Questi obiettivi ci chiedono di impostare la formazione in AC con una prospettiva globale e di ampio respiro



Qualche idea....

  • La vita concreta al centro (quella delle persone ma anche quella dette nostre città)

    scegliere di mettere la persona umana al centro della nostra attenzione associativa e indirizzare a lei ogni attività e ogni strategia; la persona nelle relazioni con gli altri che la rendono persona, nelle situazioni che vive, nello stadio di maturazione della fede che attraversa, nelle necessità concrete e quelle spirituali che cogliamo;

    ...non avere neppure paura di non sapere cosa fare; se d si mette in ascolto delle persone che ci circondano, con l'intenzione di servirle perché incontrino il Signore.

  • La proposta di un percorso non improvvisato

    1. Un uso intelligente degli strumenti ( Progetto formativo, guide, sussidi, appuntamenti associativi....)
    2. La formazione alla responsabilità, per gli animatori/educatori e per i formatori dei formatori
    3. Una responsabilità "unitaria" da condividere tra le articolazioni e tra i vari livelli dell'associazione

  • Con il coraggio di guardane "oltre"

    1. oltre le mura dei locali della parrocchia, verso l'intera comunità
    2. in una prospettiva escatologica
    3. facendo proposte alte ed esigenti ma che aiutino la ricerca di senso delle domande profonde delle persone
    4. facendo proposte belle e vere!


  • Il cristiano che non ha un rapporto intenso e profondo con la sapienza segreta, è destinato a vivere la propria identità in modo sempre più gracile e ad essere tentato di nascondersi dentro un 'armatura luccicante, con una storia gloriosa alle spalle. Così facendo si illude di nascondere agli altri la sua gracilità. Chi però affronta in un duello un avversario che indossa un 'armatura luccicante, si accorge subito se dietro ad essa vi è una persona debole e impaurita, o al centrarlo vigorosa e coraggiosa. (Kirkegaard, “La sapienza segreta”)

    I laici delle nostre comunità, alle volte molto impegnati e baldanzosi quanto sono capaci di una lettura sapienziale del mondo e della realtà alla luce del Vangelo, così da essere forti e robusti per “il buon combattimento della fede" ?